Rappresentanza dei lavoratori e dei sindacati – Aggiornamento sul diritto sindacale
I protagonisti del dialogo sociale sono, da un lato, il datore di lavoro o la direzione (anche le organizzazioni dei datori di lavoro costituite a norma di legge) e, dall’altro, il lavoratore o il sindacato, cioè i rappresentanti dei lavoratori.
Questo articolo si propone di spiegare in modo semplice e comprensibile la normativa sindacale aggiornata e di individuare le modalità con cui i lavoratori possono associarsi per partecipare alle consultazioni e alla contrattazione collettiva, per perseguire i propri interessi professionali, economici e sociali e per difendere i propri diritti individuali e collettivi.
I dipendenti possono associarsi e farsi rappresentare da un sindacato o da uno o più rappresentanti dei lavoratori eletti in conformità alla legge.
Che cos’è il sindacato? Legge 367 del 2022
Il sindacato è definito all’art. 1 pt. (8) della legge 367/2022 sul dialogo sociale come “una forma di organizzazione volontaria di dipendenti/lavoratori allo scopo di difendere, sostenere i diritti e promuovere i loro interessi professionali, economici, artistico-culturali, sportivi o sociali nei rapporti con il datore di lavoro”.
Come si può creare un sindacato?

L’unione può essere formata:
- almeno 10 dipendenti che lavorano nello stesso stabilimento;
- almeno 20 dipendenti che lavorano in stabilimenti diversi ma nello stesso settore di contrattazione collettiva. Il settore della contrattazione collettiva è stabilito dal Consiglio Nazionale Tripartito per il Dialogo Sociale e approvato con decisione del Governo;
Chi può appartenere a un sindacato? Nuova legge sul dialogo sociale
La nuova legge sul dialogo sociale, all’articolo 3, regolamenta un’ampia gamma di persone che possono o potrebbero aderire a un sindacato, come segue:
- qualsiasi persona che lavori con un contratto di lavoro individuale o in un rapporto di lavoro legale;
- dipendenti minorenni, a partire dai 16 anni, anche senza il preventivo consenso dei rappresentanti legali;
- qualsiasi persona che sia un dipendente pubblico o un funzionario pubblico con status speciale;
- qualsiasi persona che sia membro di una cooperativa o agricoltore;
- qualsiasi lavoratore autonomo;
- i disoccupati.
Ai sensi dell’articolo 4 della legge 367/2022, non possono appartenere o aderire a un’organizzazione sindacale.persone che ricoprono posizioni di pubblica dignità o ad esse assimilate, magistrati, personale con status militare del Ministero della Difesa Nazionale, del Ministero degli Affari Interni, del Servizio di Intelligence Rumeno, del Servizio di Protezione e Guardia, del Servizio di Intelligence Straniero e del Servizio Speciale per le Telecomunicazioni, unità e/o sotto-unità da loro subordinate o coordinate.
Un dipendente deve appartenere a un sindacato?
No, nessun dipendente può essere obbligato ad aderire o meno a un sindacato, né nell’unità in cui lavora né in un’altra unità. Allo stesso tempo, un lavoratore non può appartenere a due o più organizzazioni sindacali, ma può appartenere a un solo sindacato presso lo stesso datore di lavoro.
Come sono organizzati i sindacati?
Ogni sindacato ha il proprio statuto e può redigere le proprie regole interne; la leadership dell’organizzazione sindacale è liberamente eletta e il datore di lavoro o le organizzazioni dei datori di lavoro non hanno il diritto di interferire nell’organizzazione dei sindacati.
Le persone che fanno parte della direzione delle organizzazioni sindacali godono di una serie di diritti, tra cui il fatto che questo periodo è considerato di anzianità e che non possono essere licenziate per motivi disciplinari o per qualsiasi altra ragione legata all’adempimento del loro mandato nella direzione delle organizzazioni sindacali. Tuttavia, per una categoria di dipendenti, ossia i dipendenti pubblici e i dipendenti pubblici con status speciale, il rapporto di servizio sarà sospeso di diritto per il periodo in cui essi ricoprono una posizione dirigenziale.
I sindacati possono acquisire personalità giuridica e avere un proprio patrimonio.
Il funzionamento delle organizzazioni sindacali. Quali sono i vantaggi di essere un dipendente di un sindacato?
I dipendenti che appartengono a un sindacato godono della protezione offerta dal sindacato stesso. Pertanto, le organizzazioni sindacali hanno l’obbligo di difendere i diritti dei loro membri come stabilito dalla legge sul lavoro, dai contratti collettivi di lavoro, dai contratti di lavoro individuali o, se del caso, dagli statuti dei dipendenti pubblici o dagli accordi sui rapporti di lavoro dei dipendenti pubblici. Le organizzazioni sindacali hanno il diritto di presentare proposte legislative in aree di interesse sindacale.
I lavoratori possono essere rappresentati dai sindacati sia di fronte al datore di lavoro che di fronte ai tribunali, alle corti di giustizia, ad altre istituzioni o autorità statali. Per i dipendenti, le organizzazioni sindacali possono intraprendere qualsiasi azione per loro conto, comprese le azioni legali per conto dei membri dei dipendenti, ma solo su esplicita richiesta scritta dei dipendenti.
Rappresentanti dei lavoratori ai sensi dell’art. 1 della Legge 367 del 2022
I rappresentanti dei lavoratori sono definiti all’art. 1 pt. (9) della legge 367/2022 sul dialogo sociale, in quanto “persone elette secondo la procedura prevista dalla presente legge e incaricate dai lavoratori/lavoratrici di rappresentarli in conformità alla legge”.
In quali situazioni vengono eletti i rappresentanti dei lavoratori? Nuova legge sul dialogo sociale, Legge 367 del 2022
I rappresentanti dei lavoratori vengono eletti se nello stesso stabilimento sono impiegati almeno 10 dipendenti e non è stato costituito alcun sindacato. La nuova legge sul dialogo sociale differisce dal Codice del lavoro, che stabilisce che un datore di lavoro deve avere almeno 21 dipendenti per poter eleggere i rappresentanti. In ogni caso, trattandosi di una legge speciale, si applicano in via prioritaria le disposizioni della legge n. 367/2022.
I rappresentanti dei dipendenti sono eletti tra i dipendenti della stessa unità e, per ricevere il voto di fiducia dei dipendenti, devono ottenere il voto di almeno il 50% più 1 del numero totale di dipendenti dell’unità. Anche sotto questo aspetto si riscontra una differenza rispetto alle disposizioni del Codice del Lavoro, dove, all’art. 221 par. (2), è previsto che si tenga conto del voto di almeno il 50% dei dipendenti, il che nella pratica ha portato a difficoltà, comprese situazioni di parità.
Un rappresentante dei dipendenti può avere un mandato massimo di 2 anni.
Chi può essere un rappresentante dei dipendenti?
Solo un dipendente che lavora per il datore di lavoro con un contratto di lavoro individuale e solo dopo aver raggiunto l’età di 18 anni può essere un rappresentante dei dipendenti.
Quanti rappresentanti dovrebbero essere eletti? La nuova legge sul dialogo sociale e la legge 367 del 2022
La nuova legge sul dialogo sociale non stabilisce un numero esplicito di rappresentanti dei lavoratori che possono essere eletti, ma tale numero viene stabilito in base al numero di dipendenti e solo sulla base di un accordo con il datore di lavoro. Se non raggiungono un accordo, l’art. 58 cpv. (Il comma 2 della legge 367/2022 stabilisce un tetto massimo per il numero di rappresentanti, in funzione del numero di dipendenti dello stesso datore di lavoro, come segue:
- 2 rappresentanti, per i datori di lavoro con meno di 100 dipendenti;
- 3 rappresentanti, per i datori di lavoro con un numero di dipendenti compreso fra 101 e 500;
- 4 rappresentanti, per i datori di lavoro con un numero di dipendenti compreso tra 501 e 1.000;
- 5 rappresentanti, per i datori di lavoro con un numero di dipendenti compreso tra 1.001 e 2.000;
- 6 rappresentanti, per i datori di lavoro con più di 2.000 dipendenti.
Non possono essere eletti rappresentanti dei lavoratori coloro che ricoprono posizioni dirigenziali nel datore di lavoro o che partecipano alla gestione dell’impresa a livello del datore di lavoro.
I rappresentanti dei dipendenti godono di una serie di diritti, tra cui il fatto che il numero di ore assegnate al mandato di rappresentanza dei dipendenti è determinato dal normale orario di lavoro e che non possono essere soggetti a licenziamento per motivi disciplinari o di altro tipo legati all’adempimento del mandato ricevuto dai dipendenti.
Funzionamento dei rappresentanti dei lavoratori. In che modo il lavoro dei rappresentanti dei lavoratori influisce sugli interessi dei dipendenti?
I rappresentanti dei lavoratori sono tenuti a difendere gli interessi dei dipendenti durante la negoziazione e la stesura delle regole interne al datore di lavoro e durante la negoziazione e la conclusione del contratto collettivo di lavoro. Se vengono riscontrate irregolarità o violazioni delle disposizioni di legge o del contratto collettivo di lavoro, i rappresentanti dei lavoratori si rivolgeranno all’ispettorato territoriale del lavoro.
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